Pozzuoli (domenica, 20 luglio 2025) — A Berlino, dentro il ventre lucido dell’impianto dell’Europasportpark, l’acqua ha parlato con chiarezza: Viola Scotto di Carlo ha toccato per terza. Bronzo.
di Valeria Russo
Una medaglia dal sapore dolce e brusco allo stesso tempo. Dolce perché è lì, scintillante, appesa al collo. Brusco perché l’argento era a portata di mano — o meglio, a tre centesimi di respiro.
Nella finale dei 50 farfalla delle Universiadi, la nuotatrice di Bacoli ha chiuso la gara in 26 secondi e 30 centesimi, lasciandosi dietro tante ma rimanendo appena sotto due. Davanti, a dividerle la gloria, ci sono state l’australiana Josephine Crimmins, veloce come il vento del Pacifico, e la ceca Daryna Nabojcenko, che ha messo tutte in fila.
Viola, però, è fatta per resistere. E anche per ripetersi. Questo bronzo, infatti, non è un lampo isolato: è la quinta medaglia raccolta nel suo percorso universitario globale, un bottino che comincia ad avere il peso dei talenti solidi. Quattro volte terza, una volta seconda, ma mai fuori dal cerchio luminoso dei migliori. Un’affermazione costante, costruita tra un centro vasca e un’altra parte del mondo.
Il suo viaggio internazionale ha toccato già diversi continenti: nel 2023 aveva nuotato a Chengdu, in Cina e già nel 2022, sulle corsie di Orano, in Algeria, si era fatta notare salendo due volte sul podio dei Giochi del Mediterraneo, portando a casa una medaglia d’argento e una di bronzo, segno di un percorso che da tempo si scrive con costanza e determinazione. Un curriculum che sembra stendersi come una corsia olimpica: preciso, diretto, ma senza automatismi. Ogni risultato arriva con fatica. E con acqua negli occhi.
Adesso Berlino l’aspetta di nuovo. Martedì 22 luglio, ancora nello stesso impianto, toccherà ai 50 stile libero. La mattina ci saranno le batterie, la sera — forse — la finale. Un altro tuffo, un altro cronometro, un’altra occasione per stringere tra le dita qualcosa che non è solo una medaglia, ma un frammento di sé.
E non si può dimenticare il contesto. Solo qualche mese fa Viola ha dovuto fermarsi. C’è stato un momento in cui il corpo ha imposto una sosta, e il ritorno in vasca è sembrato più faticoso del previsto: un’operazione delicata, settimane di recupero, e quella sensazione sottile che il bordo della piscina fosse più lontano di prima. E invece eccola qua, di nuovo al centro della corsia, guidata da chi ha creduto in lei anche quando il tempo non scorreva. Allenata da Fabrizio Fusco, cresciuta nel vivaio partenopeo, ha ripreso forma. E ora scivola più leggera, più forte.
Nel silenzio liquido di una piscina tedesca, una ragazza del golfo ha scritto ancora una volta il suo nome. Non serve urlarlo. Basta nuotare.
Last modified: Luglio 20, 2025

