Scritto da 8:43 pm Pozzuoli, Attualità, Top News

Dove una casa rubata diventa un luogo che accoglie

Pozzuoli (sabato, 19 luglio 2025) — C’è una casa a Quarto che non è più quella che era. Un tempo apparteneva a chi usava il potere per comprare il silenzio, la paura, la sottomissione.

di Valeria Russo

Oggi, invece, quella stessa casa — ribattezzata Casa Mehari — spalanca le porte a voci giovani, mani curiose, occhi che ancora non si sono stancati di guardare il mondo come se fosse tutto da rifare.

Dal 14 al 18 luglio, quella casa diventa un campo, ma senza tende. Un campo fatto di tempo e fiducia, di notti condivise e giornate piene, dove il volontariato non è una parola scritta nei decreti ministeriali ma una faccenda concreta. Si sperimenta davvero, tra orti, padelle e parole scambiate senza fretta. È il VolCamp, e chi ci mette piede, di solito, ne esce con qualcosa in più e qualcosa di meno: più consapevolezza, meno indifferenza.

Ci arrivano ragazzi e ragazze dai 14 ai 28 anni, come se fosse una chiamata non ufficiale, una specie di invito che vale più di una vacanza. E lì incontrano altri ragazzi, quelli de La Bottega dei Semplici Pensieri, che hanno fatto del bene confiscato un bene condiviso, e che ogni giorno, senza strepiti, insegnano cosa vuol dire esserci.

Il campo è gratuito. Gratis il letto, il piatto caldo, l’acqua da bere. Ma anche l’educatore che non dorme mai davvero, la passeggiata in giardino, la risata imprevista. Tutto offerto grazie a chi, come il Centro Servizi per il Volontariato di Napoli, continua a credere che i luoghi possano guarire se ci si vive dentro con rispetto.

Non è un seminario, non è un centro estivo. È una piccola scuola del fare, dove si impara cucinando insieme, curando l’orto, pitturando un muro o semplicemente leggendo una storia ad alta voce. Si parla anche di cose grandi: giustizia, legalità, cooperazione. Ma si fa con i piedi per terra, a volte con le mani sporche di terra vera.

Ci sono i giornalisti di Radio Mehari che insegnano come raccontare le cose, ma prima di tutto come ascoltarle. Ci sono esperti e attivisti che non salgono in cattedra ma si siedono accanto. E poi ci sono i momenti che nessuno segna sul programma: la pasta fatta insieme, le partite a carte, le chiacchiere sotto le stelle.

In un tempo che spinge sempre avanti, questo è uno spazio in cui fermarsi ha ancora senso. E per imparare che un bene confiscato può essere molto di più di un simbolo: può diventare una casa vera, dove si coltiva l’unica criminalità possibile — quella della gentilezza.

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Last modified: Luglio 19, 2025
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