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Pozzuoli, il Macellum diventa presepe: storia e fede nella chiesa delle Grazie

Pozzuoli (lunedì, 15 dicembre 2025) — A Pozzuoli il Natale si intreccia con la storia millenaria del territorio, trasformando il presepe in uno spazio di memoria, identità e speranza. Nella chiesa di Santa Maria delle Grazie è infatti possibile ammirare un presepe davvero particolare: al centro della Natività svetta la ricostruzione del Macellum romano, uno dei monumenti simbolo della città flegrea. L’installazione, visitabile gratuitamente ogni giorno, unisce devozione religiosa e valorizzazione del patrimonio archeologico locale.

L’idea nasce dal desiderio di raccontare il Natale attraverso un linguaggio profondamente legato al territorio. Inserire il Macellum – noto per secoli come Tempio di Serapide – all’interno del presepe significa radicare il messaggio cristiano nella storia di Pozzuoli, rendendo il racconto sacro più vicino e riconoscibile per la comunità.

di Nicola De Dominicis

La ricostruzione si concentra su uno degli elementi più iconici del complesso romano: le tre colonne del Macellum, che richiamano l’antico mercato pubblico della città. Per lungo tempo l’edificio fu identificato come un tempio dedicato al dio egizio Serapide, a causa del ritrovamento di una statua della divinità, molto venerata nel mondo greco-romano e giunta in Italia grazie ai traffici marittimi. Oggi, quella stratificazione di significati storici e culturali diventa parte integrante di un presepe che va oltre la tradizione decorativa.

A realizzare l’opera sono stati quattro fedeli puteolani – Antonio, Alessandro, Rodolfo e Carlo – che hanno lavorato per mesi in modo completamente volontario. Il presepe è stato costruito senza alcun finanziamento esterno, sostenendo personalmente le spese e utilizzando anche materiali di recupero, in un’ottica di creatività e rispetto per l’ambiente. Un gesto che rafforza ulteriormente il valore simbolico dell’iniziativa.

La comunità parrocchiale legge quest’opera come un segno di rinascita. In una città spesso segnata da difficoltà sociali, economiche e ambientali, il presepe diventa un messaggio collettivo di unità, resilienza e speranza. Non solo una rappresentazione natalizia, ma un atto di fiducia nella capacità di Pozzuoli di rigenerarsi, valorizzando le proprie radici.

Questo presepe racconta dunque una storia doppia: quella del Natale cristiano e quella di una città che non dimentica il proprio passato. L’incontro tra sacro e archeologia trasforma la visita in un’esperienza culturale e spirituale, dimostrando come la tradizione possa rinnovarsi senza perdere autenticità. A Pozzuoli, anche una mangiatoia può parlare la lingua della storia.

Immagine libera di repertorio da Google Immagine Licenze Creative Commons.

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Last modified: Dicembre 15, 2025
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