Scritto da • 4:25 pm• Politica, Pozzuoli, Top News

Rimborsi ai consiglieri, indagine della Corte dei Conti: Pozzuoli sotto osservazione

Pozzuoli (lunedì, 15 dicembre 2025) — A Pozzuoli non pesa soltanto la crisi politica e il timore di un possibile scioglimento del Consiglio comunale. A rendere ancora più complesso il quadro amministrativo si aggiunge ora l’attenzione della Corte dei Conti, che ha acceso i riflettori su una delicata vicenda legata ai rimborsi riconosciuti ai datori di lavoro di alcuni consiglieri comunali. Una questione che intreccia trasparenza, correttezza amministrativa e uso delle risorse pubbliche, e che sta generando forte preoccupazione in città. ..

di Nicola De Dominicis

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza è tornata negli uffici comunali di via Tito Livio, al Rione Toiano, per acquisire ulteriore documentazione. L’inchiesta, avviata già da alcuni mesi, riguarda in particolare nove consiglieri comunali, per i quali nei primi due anni e tre mesi di mandato sarebbero stati liquidati rimborsi per complessivi 594mila euro. Si tratta di somme riconosciute alle aziende private che impiegano i consiglieri, a compensazione delle assenze dal lavoro dovute alla partecipazione ai consigli comunali e alle commissioni consiliari permanenti.

Gli accertamenti non si sono limitati al Municipio. I finanzieri hanno effettuato controlli anche presso le sedi delle aziende coinvolte, analizzando contratti di lavoro, tempistiche di assunzione, fatturati e importi dei rimborsi mensili. In alcuni casi, le cifre avrebbero raggiunto anche i 7mila euro al mese, facendo emergere evidenti sproporzioni tra i rimborsi erogati e la reale capacità economica delle imprese.

Particolarmente attenzionati sono alcuni episodi considerati emblematici. Tra questi, il caso di un consigliere per il quale risulta un rimborso medio di 6.500 euro mensili, a fronte di un’azienda con un fatturato annuo molto contenuto, pari a 20mila euro nel 2023 e 40mila nel 2024, e con un reddito da lavoro che sfiorerebbe gli 80mila euro annui. Altro caso rilevante riguarda una ditta che avrebbe incassato 115mila euro in due anni, dopo aver assunto un consigliere poco dopo le elezioni.

Gli investigatori avrebbero inoltre incrociato dati amministrativi con contenuti pubblicati sui social, come foto e post, per verificare la coerenza tra presenze dichiarate e attività effettivamente svolte. Un’indagine che potrebbe avere ricadute pesanti sul piano politico e contabile, e che riapre il dibattito sulla necessità di regole più stringenti e controlli più rigorosi nella gestione dei rimborsi pubblici.

Immagine libera di repertorio da Google Immagine Licenze Creative Commons.

Condividi la notizia:
Last modified: Dicembre 15, 2025
↑
Close