Scritto da 6:58 pm Politica, Pozzuoli, Top News

Napoli e la mozione per la Palestina: la Rete chiede coerenza e atti concreti

Pozzuoli – La Conferenza dei Capigruppo del Consiglio comunale di Napoliha incontrato oggi una delegazione della Rete Napoli per la Palestina, riaccendendo il dibattito su una mozione approvata all’unanimità lo scorso 2 luglio, ma rimasta, secondo i promotori, lettera morta. L’atto impegnava l’Amministrazione comunale a interrompere ogni collaborazione con enti e istituzioni israeliane legate all’attuale governo, scegliendo invece di privilegiare rapporti con realtà e associazioni pacifiste e per i diritti umani.

di Nicola De Dominicis

Durante l’incontro, la delegazione ha espresso profonda delusione per la mancata attuazione della mozione, sottolineando come nelle ultime settimane a Napoli si siano svolti eventi pubblici con la partecipazione di ministri e aziende israeliane, circostanze che – a loro dire – dimostrerebbero una contraddizione tra gli impegni votati e le azioni dell’Amministrazione. L’obiettivo dell’incontro è stato quindi sollecitare una presa di posizione più chiara e coerente rispetto alle decisioni del Consiglio comunale.

La presidente del Consiglio, in accordo con i capigruppo presenti, ha annunciato l’invio di una nota ufficiale al gabinetto del sindaco, chiedendo l’applicazione effettiva della mozione del 2 luglio. Parallelamente, verrà richiesta la diffusione di una circolare a tutte le società partecipate del Comune, in modo da rendere pubblica e vincolante la posizione espressa all’unanimità dal Consiglio.

Ma non solo: per rendere più concreto il percorso di verifica, si procederà alla redazione di una delibera di iniziativa consiliare volta a istituire una commissione speciale di monitoraggio, con il compito di vigilare sull’attuazione degli impegni presi e di garantire che i principi votati non restino solo dichiarazioni di intenti.

La riunione ha messo in luce la distanza tra la volontà politica espressa a luglio e la realtà delle scelte amministrative degli ultimi mesi. L’attenzione ora si concentra sulla risposta che arriverà da Palazzo San Giacomo, dove si deciderà se e come tradurre in azioni concrete un impegno simbolico e politico di grande rilevanza etica.

Di certo questa vicenda dimostra che l’impegno richiede di farsi azione concreta, con impegni verificabili, altrimenti si rischi di restare nella mera propaganda politica che nulla ha a che fare con la pace, e soprattutto con il reale e sentito impegno pacifista.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com.

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Last modified: Novembre 12, 2025
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