Pozzuoli – Dal 11 al 21 novembre 2025 la città ospita la XVII edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani, un appuntamento che nel tempo è diventato una delle principali occasioni italiane di confronto sui temi della dignità umana, della libertà e della memoria dei popoli. L’idea alla base dell’edizione di quest’anno è potente e attuale: parlare di terre che dovevano essere promesse e che invece sono diventate terre negate, sottratte a chi le abitava, segnate da conflitti, violenze e cancellazione dell’identità culturale. Il festival propone un percorso per capire come le comunità colpite da persecuzioni e tensioni geopolitiche riescano non solo a resistere, ma anche a trasformare la memoria in strumento di lotta e futuro.
di Nicola De Dominicis
Il tema scelto, “Terre promesse, Terre rubate, Popoli senza pace”, si sviluppa attraverso due settimane di cinema, incontri e dibattiti che mettono in dialogo storie e contesti diversi, con un filo rosso comune: il diritto di esistere e di essere riconosciuti. Quest’anno il festival punta i riflettori su tre popoli che da decenni vivono in bilico tra repressione e autodeterminazione: sahrawi, curdi e palestinesi. Popoli lontani tra loro per geografia, ma vicini per storia e destino: privazione della terra, negazione dei diritti, necessità di ricostruire identità e comunità in condizioni ostili.
Il programma – come da tradizione – non si limita alla proiezione dei film selezionati per il concorso cinematografico. La forza della rassegna sta nella sua capacità di combinare approfondimento culturale e impegno civile: ogni giorno sono previsti tavole rotonde, incontri con esperti e ONG internazionali, testimonianze dirette, spazi dedicati agli studenti e ai giovani attivisti. Le proiezioni si terranno nell’Aula delle Mura Greche di Palazzo Corigliano, nel cuore del centro storico, con ingresso libero per il pubblico.
L’evento è reso possibile grazie a una rete consolidata di partner: Regione Campania, Comune di Napoli e Università L’Orientale, istituzioni che condividono l’obiettivo di fare della città un laboratorio culturale attento ai diritti umani e ai temi globali.
Il festival non si limita a raccontare storie di conflitti. Offre uno spazio per elaborare visioni di futuro, attraverso una domanda che attraversa ogni film e ogni incontro: come difendere la propria memoria senza smettere di cercare un mondo più giusto?
Immagine ufficiale, pubblica, dell’evento.
Last modified: Novembre 10, 2025

