Pozzuoli (venerdì, 19 settembre 2025) — Il nuovo anno scolastico è iniziato regolarmente in tutta Italia, ma a Pozzuoli c’è una parte di bambini che ancora non ha varcato la soglia delle aule. Si tratta degli alunni della scuola elementare Pergolesi, plesso Lucrino, che dovevano essere trasferiti temporaneamente al plesso “Troisi” di Toiano per consentire i lavori di adeguamento della loro sede. Tuttavia, nonostante l’avvio delle lezioni fosse previsto il 15 settembre, la realtà è stata ben diversa: i lavori al plesso ospitante sono terminati solo nei giorni scorsi e gli studenti restano senza scuola. Una situazione che i genitori definiscono “surreale” e che ha acceso un forte malcontento.
di Nicola De Dominicis
Le famiglie denunciano una gestione poco chiara e soprattutto tardiva. La comunicazione ufficiale del trasferimento è arrivata soltanto il 26 agosto, lasciando poco margine per organizzarsi. I lavori sono partiti a settembre, a ridosso dell’apertura delle scuole, e questo ha inevitabilmente compromesso l’inizio delle lezioni. Molti genitori parlano di abbandono istituzionale, di una scuola lasciata nell’incertezza e di bambini che finiscono per essere considerati “di serie B”.
C’è amarezza e rabbia nelle loro parole: “Prima pensiamo a mandare i bambini a scuola, poi al resto”, ha dichiarato una mamma, sottolineando come il diritto all’istruzione stia venendo meno. Alcuni genitori aggiungono che solo grazie alla pressione delle famiglie si è riusciti a tenere alta l’attenzione sul problema, altrimenti la vicenda sarebbe passata sotto silenzio. A peggiorare le cose c’è stata anche la confusione delle circolari: prima l’annuncio di un avvio il 18 settembre, poi il rinvio al 22, con il timore che la data possa slittare ancora.
Al centro della vicenda c’è anche la questione dei lavori antisismici, programmati da tempo ma iniziati con ritardi difficili da giustificare. Interventi fondamentali per la sicurezza non possono però tradursi in un blocco totale della didattica, sostengono i genitori, che ora si aspettano risposte concrete e tempi certi.
Il nodo di fondo rimane chiaro: l’organizzazione è mancata, e mentre le istituzioni locali e scolastiche si rimpallano responsabilità, i più penalizzati restano i bambini, privati di giorni preziosi di apprendimento. La vicenda del plesso Lucrino è così diventata un simbolo di come la scuola pubblica, pur riconosciuta come diritto fondamentale, possa scontrarsi con lentezze burocratiche e ritardi operativi che minano la fiducia delle famiglie.
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Last modified: Settembre 19, 2025

