Pozzuoli (domenica, 28 settembre 2025) — Il Premio “Serra – Campi Flegrei”, giunto alla sua quinta edizione, si conferma come uno spazio vitale di sperimentazione e osservazione della nuova drammaturgia contemporanea. Nato per valorizzare l’arte del monologo, il concorso ha scelto il Teatro Serra di Fuorigrotta come punto di incontro fra talenti emergenti e pubblico, con una finale che si terrà lunedì 6 ottobre alle 21.00.
di Nicola De Dominicis
Otto artisti, selezionati da diverse regioni italiane, porteranno sul palco storie che oscillano tra commedia, satira e dramma, affrontando temi di grande attualità e profondità: dai rapporti familiari all’esperienza della malattia, dalle questioni legate all’emancipazione femminile fino al conflitto in Palestina, senza dimenticare le difficoltà di misurarsi con il presente e il peso del passato.
Il concorso è articolato in due sezioni principali, “Attori” e “Autori”, ognuna con un premio in denaro da 500 euro. A questi si aggiunge un riconoscimento speciale: la possibilità di entrare nel cartellone del Centro Culturale Artemia di Roma, offrendo così un’importante occasione di visibilità e crescita professionale. Il tutto con il sostegno del Comune di Napoli, che ha concesso il patrocinio.
I direttori artistici Pietro Tammaro e Mauro Palumbo sottolineano come il teatro sia una pratica “quotidiana, condivisa e necessaria”, capace di riflettere le contraddizioni del presente e di superare i confini del tempo e dello spazio. È proprio questa urgenza di raccontare l’oggi che emerge dalle opere finaliste.
Nella sezione Attori si confronteranno Carolina Infante, con il monologo tratto da Anna Cappelli di Annibale Ruccello; Stefania Palumbo, con Andrà tutto bene di Emanuela Fanelli e Micol Pavoncello, centrato su malattia e legami familiari; e Tonya Porzio, con Margherita, storia di violenza e rinascita scritta da Maria Porzio.
Per la sezione Autori, Carlotta Carpentieri presenterà Mama coca, riflessione tragicomica sulla società digitale, mentre Valentina Fantasia porterà Questo muro è costruito sul mio cuore, racconto familiare legato alla vita dei coloni palestinesi.
Altri tre finalisti si muovono tra scrittura e interpretazione: Solène Bresciani con Confessioni sospese, viaggio poetico ispirato ad Alfonsina Storni; Myriam Nissim con Open windows, commedia nera e dissacrante; e Andrea Taronna con Ranocchio, un’autobiografia ironica e tenera.
Un mosaico di linguaggi e sensibilità che dimostra come il monologo sappia ancora essere uno strumento potente per esplorare le fragilità, i conflitti e i desideri dell’uomo contemporaneo.
Immagine locandina ufficiale, pubblica, dell’evento
Last modified: Settembre 28, 2025

