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Pozzuoli, un anno di attesa per una visita oculistica: il dramma di Aldo Volpe e la piaga della malasanità

Pozzuoli (domenica, 14 settembre 2025) — Una telefonata di routine per prenotare una visita si è trasformata per Aldo Volpe in un’esperienza frustrante e preoccupante. Settantadue anni, agente di polizia municipale in pensione, invalido al 100% e affetto da morbo di Parkinson, si è visto rispondere dall’Asl Napoli 2 Nord che l’unica disponibilità per una visita oculistica era fissata a settembre 2026, più precisamente l’11 del mese. In pratica, un anno di attesa per un controllo fondamentale legato alle sue condizioni di salute.

Un tempo che, per chi lotta quotidianamente contro una malattia degenerativa, appare semplicemente insostenibile. Lo stesso Volpe non nasconde l’angoscia: «Ho paura di non arrivarci – ha spiegato – questa visita è troppo importante per me, ma non tengono conto del mio stato di invalidità».

di Nicola De Dominicis

Il suo tentativo di ottenere una riduzione dei tempi, documentando la propria condizione clinica, non ha prodotto alcun risultato. La risposta burocratica è stata ferma, indifferente alle fragilità del paziente. Così, l’unica strada percorribile diventa quella di rivolgersi al settore privato. Ed è qui che emerge la vera piaga della malasanità: tempi di attesa infiniti che trasformano un diritto universale, quello alla salute, in un privilegio per chi può permettersi di pagare.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: molti cittadini, soprattutto anziani e malati cronici, si trovano costretti a scegliere tra il rischio di rinunciare alle cure o la spesa ingente per visite e terapie private. Una spesa che non tutti possono sostenere, acuendo le disuguaglianze sociali e alimentando un senso diffuso di ingiustizia. La sanità pubblica, nata per garantire equità e tutela universale, si arena così in una macchina burocratica lenta, dove le liste d’attesa diventano barriere insormontabili.

Il caso di Pozzuoli non è isolato, ma emblematico di un sistema che troppo spesso lascia i cittadini soli di fronte a necessità impellenti.

La testimonianza di Volpe, con la sua amarezza e la sua determinazione, richiama l’attenzione su una questione che non può più essere rimandata: restituire efficienza e dignità a un servizio che dovrebbe rappresentare il cuore dello Stato sociale.

In attesa che la politica affronti seriamente il problema, resta la realtà quotidiana: per curarsi in tempi adeguati bisogna pagare, e non tutti hanno la possibilità di farlo.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com

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Tag: , , , Last modified: Settembre 14, 2025
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