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Pozzuoli, nuova aggressione in ospedale: tra violenza, carenza di infermieri e crisi delle vocazioni sanitarie

Pozzuoli (giovedì, 11 settembre 2025) — Ancora un episodio di violenza all’interno dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli, dove quattro operatori sanitari – tra cui caposala, infermieri e Oss – sono stati aggrediti da tre familiari di un paziente ricoverato. La vicenda è nata dal tentativo dei parenti di accedere al reparto oltre l’orario consentito per le visite. Al rifiuto opposto dal personale, la tensione è rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un attacco fisico fatto di calci, pugni e schiaffi.

di Nicola De Dominicis

Secondo la ricostruzione, i familiari non solo hanno cercato di forzare l’ingresso, ma hanno reagito con violenza di fronte alla resistenza dei sanitari. Il bilancio è stato di escoriazioni e contusioni per gli operatori coinvolti, costretti a subire l’ennesima aggressione in un contesto che dovrebbe essere invece luogo di cura e tutela. A denunciare l’accaduto è stata l’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, che da tempo raccoglie testimonianze di episodi analoghi e lancia continui allarmi sulla sicurezza di medici e infermieri.

Sul posto è intervenuta la polizia del commissariato di Pozzuoli, che ha identificato i responsabili e li ha denunciati a piede libero. Importante anche l’azione delle guardie giurate, che – come sottolinea l’associazione – sono state le prime a intervenire “con prontezza e professionalità”, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente.

Questo nuovo caso mette in evidenza una realtà sempre più preoccupante: la pericolosità del mestiere di infermiere e di Oss. A quello che dovrebbe essere un lavoro di cura, spesso si affianca la gestione di tensioni, aggressioni verbali e, troppo frequentemente, episodi di violenza fisica. Si tratta di una condizione che genera paura, stress e senso di abbandono in professionisti che svolgono un ruolo cruciale per il sistema sanitario.

Paradossalmente, mentre cresce l’alta domanda di infermieri e personale socio-sanitario sul mercato del lavoro – soprattutto dopo gli anni della pandemia che hanno mostrato la centralità di queste figure – si registra un calo costante delle iscrizioni ai corsi universitari di Infermieristica e ai percorsi formativi per Oss. Un fenomeno che rischia di aggravare ulteriormente la carenza di personale, creando un circolo vizioso: meno lavoratori disponibili, maggiore pressione su chi rimane, più rischio di burnout e abbandono della professione.

Il quadro che emerge è quello di una fragilità strutturale: da un lato, la necessità di garantire sicurezza a chi opera in corsia; dall’altro, l’urgenza di rendere queste professioni nuovamente attrattive, sia sul piano retributivo che su quello della tutela. Senza un intervento deciso, il rischio è di compromettere non solo la serenità degli operatori, ma la stessa qualità e sostenibilità del sistema sanitario pubblico.

Immagine pubblica di repertorio da Pixabay.com

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Tag: , Last modified: Settembre 11, 2025
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