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Campi Flegrei, scoperta la causa del bradisismo: il ruolo dell’acquifero intermedio

Pozzuoli (giovedì 11 settembre 2025) — Un nuovo studio scientifico getta luce sul fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei, individuando nell’acquifero intermedio il “motore nascosto” che alimenta le deformazioni del suolo. La ricerca nasce da una collaborazione tra il Cnr-Igg di Pisa, l’INGV di Napoli e Pisa e la società Steam srl, e conferma come il progressivo riscaldamento e la pressurizzazione di questo acquifero, situato tra i 2,7 e i 4 chilometri di profondità, siano la causa diretta delle crisi bradisismiche in atto.

di Nicola De Dominicis

Il lavoro, pubblicato su Solid Earth, si è basato soprattutto sull’analisi dei fluidi fumarolici della Solfatara, veri e propri “messaggeri” delle trasformazioni che avvengono in profondità. Grazie a sofisticati geotermometri e geobarometri, i ricercatori hanno potuto ricostruire l’evoluzione dei tre acquiferi presenti nel sottosuolo flegreo negli ultimi quarant’anni, incrociando i dati con indagini di superficie e con le perforazioni geotermiche effettuate da Agip-Enel negli anni Settanta e Ottanta.

Dallo studio emerge che il bradisismo positivo osservato oggi è legato non a un diretto movimento del magma, ma al degassamento magmatico che influenza la pressione dell’acquifero intermedio. Questo aspetto è cruciale per la valutazione dei rischi: finché l’acquifero resterà pressurizzato, esiste la possibilità di esplosioni idrotermali o freatiche, fenomeni dovuti alla vaporizzazione improvvisa dell’acqua. In passato simili eventi hanno prodotto colate di fango bollente e detriti capaci di raggiungere rapidamente la costa.

Gli studiosi sottolineano l’importanza del monitoraggio continuo. Sebbene prevedere con esattezza un’esplosione idrotermale sia difficile – spesso mancano chiari precursori – è possibile ridurre i rischi tenendo sotto controllo temperatura e pressione. Un passo ulteriore potrebbe essere l’impiego di pozzi geotermici, in grado non solo di facilitare le analisi dirette dei fluidi, ma anche di ridurre la pressione dell’acquifero. Ciò permetterebbe di contenere il bradisismo e allo stesso tempo aprire scenari di sfruttamento energetico e minerario, dato l’alto potenziale geotermico dei Campi Flegrei e la presenza di materie prime come il litio.

La ricerca evidenzia quindi un duplice orizzonte: da una parte la necessità di comprendere meglio le dinamiche del sottosuolo flegreo per garantire sicurezza alla popolazione; dall’altra la possibilità di trasformare un rischio in una risorsa energetica strategica, grazie alle moderne tecnologie di perforazione che hanno superato gli ostacoli del passato.

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Tag: , Last modified: Settembre 11, 2025
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