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Pozzuoli, lite al supermercato per una merendina: insulta il vicequestore, denunciata 50enne per minacce mafiose

Pozzuoli (lunedì, 6 ottobre 2025) — Una vicenda che ha dell’incredibile si è consumata tra le corsie di un supermercato nel cuore di Pozzuoli. Una banale discussione per una merendina Kinder schiacciata si è trasformata in un episodio dai contorni grotteschi e surreali, con insulti e minacce gridate da una 50enne nei confronti di un cliente. L’ironia della sorte ha voluto che l’uomo preso di mira non fosse un acquirente qualunque, ma il vicequestore Raffaele Esposito, dirigente del commissariato locale.

di Nicola De Dominicis

Secondo la ricostruzione, tutto è iniziato quando l’uomo, in fila alla cassa, ha poggiato la propria spesa sul nastro accanto a quella della donna. Un gesto assolutamente ordinario che, per motivi difficili da comprendere, ha scatenato la furia della 50enne, convinta che il cliente avesse rovinato i suoi acquisti. “Tu non sai chi sono, adesso chiamo i miei figli”, ha gridato più volte, accompagnando le frasi con minacce esplicite e riferimenti a presunte appartenenze criminali.

Non si tratterebbe del primo episodio: alcuni testimoni raccontano che la donna, nota in zona per la sua arroganza, avrebbe già intimorito clienti in passato. A rafforzare questa immagine vi sarebbe il legame familiare con un esponente del clan camorristico dei fratelli Ferro, costola dei Longobardi-Beneduce, attualmente detenuto con una condanna per associazione mafiosa. La 50enne non ha esitato a evocare tali parentele, ribadendo con tono minaccioso la volontà di passare alle vie di fatto.

Il comportamento aggressivo, però, si è interrotto bruscamente quando Esposito si è qualificato come dirigente della Polizia di Stato. A quel punto la donna, fino a pochi istanti prima determinata a “dare una lezione”, ha mutato atteggiamento, passando a imprecazioni confuse e a goffi tentativi di giustificazione. Le scuse improvvisate non hanno evitato l’intervento delle forze dell’ordine: gli agenti, giunti sul posto, hanno accompagnato la 50enne in commissariato.

Qui è scattata la denuncia a piede libero per minacce aggravate dal metodo mafioso. L’episodio, per quanto grottesco, mette in luce la pericolosa leggerezza con cui atteggiamenti di stampo criminale continuano a riaffiorare nella quotidianità di un territorio segnato dalla presenza della camorra. Un banale litigio per una merendina si è così trasformato in un caso giudiziario, dimostrando ancora una volta quanto sia sottile il confine tra ordinarietà e illegalità in certi contesti urbani.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com.

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Last modified: Ottobre 6, 2025
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