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A Pozzuoli 400 persone a rischio strada

Pozzuoli (domenica, 14 dicembre 2025) — La fine dell’anno, per centinaia di persone nei Campi Flegrei, non porta con sé solo il consueto bilancio di dodici mesi difficili, ma anche una scadenza che pesa come un macigno. Il 31 dicembre 2025 terminerà il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) per chi ha dovuto lasciare la propria abitazione dopo il terremoto del 20 maggio 2024. A oggi, però, nessuna proroga è stata ufficialmente annunciata, lasciando circa 400 persone in una condizione di profonda incertezza, proprio nel periodo più delicato dell’anno.

di Nicola De Dominicis

Il CAS rappresenta, per molte famiglie di Pozzuoli, l’unico strumento che consente di sostenere l’affitto o una sistemazione temporanea in attesa di rientrare nelle proprie case dichiarate inagibili. La normativa vigente stabilisce che il contributo non possa essere erogato oltre la fine del 2025, ma questa scadenza rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale. Anziani, persone con disabilità e nuclei familiari con minori sono tra i soggetti più esposti alle conseguenze della sospensione del sostegno.

A rendere il quadro ancora più critico è il fatto che i lavori di messa in sicurezza degli edifici non sono ancora partiti. I fondi destinati agli interventi, pur previsti, non risultano ancora erogati, e mancano indicazioni chiare sui tempi di avvio dei cantieri. Questo significa che, per molti sfollati, il rientro a casa resta un’ipotesi lontana, se non indefinita.

Nel frattempo, le istituzioni tacciono. Le richieste avanzate dai cittadini e dai comitati locali non hanno trovato risposte concrete, alimentando un senso diffuso di abbandono. L’assenza di comunicazioni ufficiali su proroghe o misure alternative viene percepita come un segnale di disattenzione, soprattutto considerando che il rischio sismico nell’area dei Campi Flegrei è tutt’altro che superato.

La questione del CAS non è quindi solo amministrativa, ma profondamente politica e sociale. Senza una decisione rapida, centinaia di persone rischiano di ritrovarsi senza alcuna tutela abitativa, in un territorio già segnato da fragilità strutturali e da una persistente incertezza geologica. Una situazione che chiede risposte immediate, prima che l’emergenza diventi irreversibile.

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Last modified: Dicembre 14, 2025
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