Pozzuoli (sabato 30 agosto 2025) –– Un tempo dietro la Darsena, cuore pulsante della vita marinara puteolana, si trovava l’officina dei fratelli Vallozzi. Era lì che i maestri d’ascia plasmavano il legno, trasformandolo in gozzi destinati a solcare il mare. Oggi, però, quella stessa struttura appare come un guscio vuoto: mura in rovina, finestre divelte, segni inequivocabili di un lento ma inesorabile abbandono.
di Nicola De Dominicis
La denuncia arriva da Antonio Isabettini, artista e storico di Pozzuoli, che da anni si batte per la tutela della memoria locale. Isabettini non si limita a registrare il degrado, ma richiama l’attenzione su ciò che davvero conta: gli strumenti di lavoro dei mastri d’ascia, cimeli che custodiscono un pezzo d’identità collettiva. «Non ha senso illudersi di salvare lo stabile, ormai compromesso», spiega. «Piuttosto, occorre mettere al sicuro quegli attrezzi, magari trovando loro un posto adeguato nel Rione Terra».
La sua voce, però, non si ferma al singolo caso. Antonio Isabettini è una figura di rilievo nella scena culturale campana: storico, appassionato divulgatore e artista, capace di unire la ricerca archivistica alla forza delle immagini. Nei suoi lavori spesso emerge la volontà di restituire dignità ai luoghi dimenticati, trasformando ciò che resta in un’occasione di memoria condivisa. È proprio in questa visione che si inserisce la sua battaglia per il laboratorio dei Vallozzi, simbolo non solo di una tradizione artigiana, ma anche di un’identità marinara che rischia di dissolversi.
L’appello, dunque, è chiaro: non lasciare che il silenzio copra per sempre il rumore dei martelli e delle seghe, il profumo del legno fresco e l’eco delle voci dei mastri d’ascia. Salvaguardare quegli strumenti significherebbe non solo conservare oggetti materiali, ma dare continuità a una memoria che appartiene a tutta la città. E forse, un giorno, quelle reliquie di un sapere antico potrebbero trovare nuova vita in uno spazio espositivo, capace di raccontare ai giovani cosa significava davvero costruire un gozzo, e quanto fosse prezioso il lavoro di chi lo rendeva possibile.
In fondo, difendere il passato non è mai solo guardare indietro: è piuttosto il modo più autentico per offrire un futuro alla propria comunità.
Immagine di repertorio libera tratta da Flickr.com
Tag: Antonio Isabattini, Maestri d'ascia Last modified: Agosto 30, 2025

