Pozzuoli (sabato 13 settembre 2025) – La gestione tempestiva della sepsi è diventata un fiore all’occhiello dell’ospedale Santa Maria delle Grazie, che si sta affermando come una delle strutture più avanzate tra i DEA di II livello in Campania e un punto di riferimento per l’ASL Napoli 2 Nord. Non si tratta di un risultato casuale, ma del frutto di un’organizzazione in cui diagnosi rapida, collaborazione tra reparti e formazione del personale convergono in un unico obiettivo: salvare vite.
di Nicola De Dominicis
Un episodio recente ne è la dimostrazione. Un paziente in shock settico è stato trattato in tempi record. L’équipe di Microbiologia, guidata dalla dottoressa Marina d’Isanto, ha individuato il germe responsabile e fornito l’antibiogramma fenotipico nel giro di meno di 24 ore. Questo ha consentito di iniziare immediatamente una terapia antibiotica mirata, a cui si sono aggiunti cicli di depurazione renale extracorporea per eliminare le tossine dal sangue. Fondamentale anche il ruolo dell’équipe infermieristica, coordinata da Augustra Troise, che ha garantito supporto costante al trattamento.
La chiave di questo successo è la sinergia tra laboratori e reparti clinici: il Laboratorio di Patologia Clinica del dottor Salvatore Maddaluno e la Medicina d’Urgenza del dottor Fabio Numis hanno collaborato in modo strettissimo, dimostrando come la prontezza diagnostica e la rapidità terapeutica siano decisive. L’esperienza di Pozzuoli evidenzia che la sepsi, se affrontata con gli strumenti giusti e senza ritardi, può essere contrastata efficacemente.
Eppure, il quadro generale in Italia resta allarmante. La sepsi, che nasce da un’infezione e può degenerare in insufficienza multiorgano e shock, rappresenta una delle principali sfide sanitarie. I numeri parlano chiaro: i decessi legati a questa patologia sono passati da 19.000 nel 2003 a 70.000 nel 2020, con un aumento che non può lasciare indifferenti. In questo contesto, l’esperienza dell’ospedale di Pozzuoli assume un valore esemplare, perché dimostra come la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo siano fattori determinanti per invertire una tendenza così drammatica.
Il caso clinico trattato a Pozzuoli diventa così più di una notizia di cronaca ospedaliera: è un esempio concreto di come la collaborazione multidisciplinare e l’investimento in competenze possano fare la differenza tra la vita e la morte.
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Tag: paziente in shock settico, Pozzuoli, salvato in 24 ore Last modified: Settembre 13, 2025

