Pozzuoli (lunedì, 29 settembre 2025) — Le parole della presidente del Consiglio comunale Enza Amato risuonano come un appello forte e chiaro: la città non può restare indifferente davanti alle intimidazioni mafiose, soprattutto quando colpiscono figure simboliche come don Maurizio Patriciello. L’episodio, è bene ricordarlo è avvenuto durante la celebrazione della messa in chiesa a Caivano: un uomo in fila per la comunione si è avvicinato al sacerdote e gli ha consegnato un plico o fazzoletto contenente un bossolo di proiettile calibro 9×21.
L’evento ha scosso profondamente la comunità locale, confermando quanto sia ancora difficile per chi si espone in prima linea difendere la cultura della legalità senza rischiare ritorsioni.
di Nicola De Dominicis
Don Maurizio, da anni impegnato sul territorio per contrastare l’influenza della criminalità organizzata, rappresenta una delle voci più coraggiose del Meridione. Non è un caso che la camorra abbia scelto di colpirlo proprio nel cuore della sua missione, durante una celebrazione religiosa, quasi a voler lanciare un segnale intimidatorio non solo a lui ma all’intera comunità. Un gesto che mette in evidenza la persistente volontà delle organizzazioni criminali di instillare paura e mantenere il controllo psicologico sui cittadini.
Enza Amato ha ribadito che l’attacco a don Patriciello non è un fatto privato né un semplice episodio di cronaca nera: è un affronto diretto alla società civile che crede nei valori di giustizia, trasparenza e partecipazione. Per questo il Consiglio comunale ha voluto esprimere pubblicamente la propria vicinanza, sottolineando che non si tratta di una solidarietà di facciata, ma di un impegno a mantenere le istituzioni al fianco di chi lotta contro l’illegalità.
Le parole della presidente mettono in luce un concetto cruciale: di fronte alla camorra e alla sua capacità di rigenerarsi, le istituzioni non possono arretrare né mostrarsi divise. Occorre unità e presenza costante, perché lasciare soli coloro che difendono la legalità significa consegnare terreno alla criminalità organizzata.
L’episodio che ha coinvolto don Patriciello diventa così un banco di prova per l’intera comunità napoletana e per le istituzioni locali: dimostrare che la cultura della legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che va difesa e sostenuta. Un impegno che non riguarda soltanto le autorità, ma tutti i cittadini chiamati a respingere con fermezza ogni tentativo di intimidazione.
La vicinanza espressa dal Consiglio comunale di Napoli non è quindi solo un gesto simbolico, ma un invito a trasformare la solidarietà in azione concreta e collettiva.
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Last modified: Settembre 29, 2025

