Pozzuoli – Nel cuore dell’area flegrea, l’ex Convitto delle Monachelle torna al centro del dibattito pubblico grazie a un nuovo, accorato appello del Comitato che da anni si batte per restituire questo spazio alla sua funzione sociale. Un luogo che potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per la comunità, ma che continua invece a deteriorarsi, diventando simbolo di abbandono istituzionale e di una distanza sempre più evidente tra cittadini attivi e amministrazioni.
di Nicola De Dominicis
Il tono della denuncia è fermo, quasi disperato, ma carico di determinazione: gli attivisti ricordano di aver lavorato “carta dopo carta, pianta dopo pianta, anima dopo anima”, mentre intorno il silenzio istituzionale si faceva sempre più assordante. I quesiti posti sono diretti: dov’è il Comune di Napoli, proprietario dell’immobile? Dov’è il Comune di Pozzuoli, sul cui territorio il bene sorge? Dov’è la Città Metropolitana, che continua a spendere fitti passivi per edifici fatiscenti ignorando una struttura che potrebbe risolvere parte delle sue esigenze? E ancora: dov’è la Regione Campania? Domande che rivelano non solo frustrazione, ma soprattutto l’urgenza di un’assunzione di responsabilità.
Gli attivisti non risparmiano critiche nemmeno agli organi di controllo, rei – a loro dire – di non intervenire nonostante a pochi metri convivano due immobili abbandonati da quasi cinquant’anni: il Convitto e il Lido Augusto. Un patrimonio pubblico fragile, esposto al degrado e alle incursioni di gruppi di giovani che, privi di alternative e modelli positivi, trasformano l’area in un “palcoscenico di distruzione”. Per il Comitato, anche questo è il risultato del messaggio involontario trasmesso dalle istituzioni: l’indifferenza.
Nonostante il maltempo e l’ennesimo senso di solitudine civica, gli attivisti rivendicano la loro volontà di continuare a curare il luogo, promuovendo iniziative, ripulendo gli spazi e cercando interlocuzioni istituzionali. Il loro obiettivo è costruire un tavolo tecnico di coprogettazione, più volte richiesto e sempre ignorato. L’iniziativa lanciata alla vigilia delle elezioni regionali puntava proprio a rompere questo “silenzio elettorale”, chiamando i candidati a un confronto diretto. Nessuno si è presentato.
Il messaggio finale è un invito aperto: chiunque voglia contribuire, con gesti piccoli o grandi, è chiamato a partecipare alle prossime attività. Perché un bene comune, ricordano, si salva solo insieme.
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Last modified: Novembre 22, 2025

