Pozzuoli (venerdì 3 ottobre 2025) — Il mare di Licola torna al centro dell’attenzione pubblica, e questa volta non solo locale. Dopo l’ennesimo episodio di scarichi abusivi registrato lo scorso 10 agosto, la questione è arrivata fino al Senato, trasformandosi da emergenza ambientale del territorio flegreo a tema di rilevanza nazionale. A guidare la denuncia è Antonio Maione, presidente di Civico Flegreo, che non usa mezzi termini: “non è acqua sporca, è la salute dei cittadini a essere in pericolo”.
di Nicola De Dominicis
L’episodio di agosto non è stato un fatto isolato, ma il sintomo di una condizione che si trascina da anni. Le coste tra Giugliano in Campania e Pozzuoli continuano a essere martoriate da sversamenti incontrollati, con il collettore fognario da tempo fuori uso. Una situazione che ha trasformato il mare in una discarica a cielo aperto e che, secondo Maione, riflette il silenzio e l’indifferenza delle istituzioni locali, incapaci di intervenire con decisione.
La denuncia di Civico Flegreo ha trovato sponda politica grazie alla senatrice Giuseppina Rastrelli, che ha presentato un Atto di Sindacato Ispettivo al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il documento (n. 4-02405) mette nero su bianco le numerose segnalazioni di scarichi abusivi lungo la costa flegrea, con particolare riferimento a Licola, Lago Patria e Madonna del Pantano. L’obiettivo è quello di ottenere un’azione concreta da parte del governo centrale, andando oltre i proclami e gli interventi emergenziali.
Maione insiste su un punto: il problema non riguarda solo l’ambiente, ma anche la dignità del territorio e la qualità della vita dei suoi abitanti. Il degrado ambientale, infatti, incide direttamente sul turismo, sull’economia locale e soprattutto sulla salute pubblica. Ecco perché l’associazione chiede “chiarezza, giustizia e soluzioni concrete”, rifiutando l’idea che Licola debba rimanere un’area dimenticata e sacrificata.
Il messaggio che arriva dal litorale flegreo è chiaro: Licola merita rispetto. Portare la vicenda in Senato è stato un primo passo, ma ciò che i cittadini chiedono ora sono fatti, controlli severi e investimenti per ripristinare infrastrutture essenziali come il collettore fognario. Senza interventi strutturali, il rischio è che il mare continui a essere avvelenato, con danni incalcolabili per l’ambiente e per la comunità.
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Last modified: Ottobre 3, 2025

