Napoli (venerdì 3 ottobre 2025) –
Il mare e il cinema tornano a incontrarsi sotto il segno della sostenibilità. Dal 7 all’11 ottobre Napoli ospiterà la quarta edizione del Pianeta Mare Film Festival, una rassegna che in pochi anni si è affermata come punto di riferimento internazionale per il cinema ambientale. Un festival giovane, ma già capace di attrarre opere e spettatori da tutto il mondo, con numeri in costante crescita che testimoniano la vitalità del progetto.
di Nicola De Dominicis
Quest’anno il festival conta 300 opere presentate, di cui 50 selezionate per le sezioni ufficiali, con rappresentanze provenienti da 37 Paesi distribuiti in quattro continenti. Sono attese cinque anteprime mondiali e oltre venti anteprime italiane, segno che il PMFF sta diventando sempre più una vetrina privilegiata per raccontare le sfide ambientali e le storie di biodiversità attraverso il linguaggio del cinema.
Il format rimane quello itinerante, con proiezioni ad ingresso libero in vari luoghi simbolici della città: dall’Università Federico II al cinema Academy Astra, dall’Università Suor Orsola Benincasa all’Università Parthenope, fino al Museo Darwin Dohrn nella Villa Comunale. Una scelta che mira a coinvolgere i giovani e i cittadini, rendendo il festival un vero percorso collettivo. Le cinematinée dedicate alle scuole hanno già raccolto oltre 1500 prenotazioni, confermando l’attenzione del mondo educativo.
La programmazione è articolata: i pomeriggi del 7-9 ottobre saranno dedicati alla nuova sezione Focus Campania, che darà spazio a cortometraggi inediti girati nella regione; le serate all’Academy Astra ospiteranno i film internazionali in concorso; il gran finale dell’11 ottobre al Museo Dohrn vedrà proiezioni e premiazioni. In palio un montepremi complessivo di 7mila euro, con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente.
Al centro della rassegna ci sono i temi globali del cambiamento climatico e delle migrazioni, dal destino di isole minacciate dall’innalzamento dei mari al dramma dei profughi in Bangladesh. Non mancano gli sguardi italiani, come il documentario di Angelo Loy sui pescatori di anguille del Tevere.
Il direttore Max Mizzau Perczel sottolinea la forza del festival: un lavoro di squadra giovane, con età media under 35, capace di unire istituzioni scientifiche, università e scuole in un’alleanza virtuosa. Il risultato è un evento che non si limita a proiettare film, ma diventa un luogo di incontro tra cultura, ricerca e cittadinanza, trasformando Napoli in capitale del cinema “green”.
Immagine: locandina ufficiale dell’evento.
Last modified: Ottobre 3, 2025

