Scritto da 12:52 pm Cronaca, Pozzuoli, Top News

La Grande Tirata di Mirabella Eclano finisce ancora nel mirino degli animalisti

Pozzuoli (giovedì, 25 settembre 2025) — Ogni anno, a settembre, a Mirabella Eclano si rinnova la “Grande Tirata”, una tradizione che affonda le radici nel passato ma che oggi suscita sempre più polemiche. Sei coppie di buoi vengono utilizzate per trascinare un obelisco alto 25 metri e dal peso di diverse tonnellate lungo le vie cittadine, sotto il sole e per molte ore. Per una parte della comunità si tratta di un rito identitario, mentre per altri rappresenta una pratica crudele e pericolosa, sia per gli animali coinvolti sia per l’incolumità dei partecipanti.

di Nicola De Dominicis

L’associazione Napoli Animal Save da anni denuncia l’evento, definendolo non solo inaccettabile dal punto di vista etico, ma anche rischioso sul piano della sicurezza. L’obelisco, infatti, oscilla in modo instabile, le corde vengono afferrate da persone che si espongono a cadute, e lungo il percorso si formano assembramenti difficili da gestire. Quest’anno, inoltre, un bue sarebbe stato sostituito perché incapace di sopportare la fatica.

Le immagini raccolte documentano animali strattonati, pungolati e persino percossi. Una scena che, agli occhi degli attivisti, dimostra quanto la celebrazione si fondi su uno sfruttamento non necessario, difficilmente giustificabile in un’epoca in cui cresce la sensibilità verso il benessere animale. La questione non riguarda soltanto gli animalisti: anche tra i cittadini presenti emergono dubbi e un malessere crescente, spesso però soffocati dal timore di esporsi pubblicamente.

Questa situazione genera un paradosso: da un lato la tradizione come simbolo di continuità culturale, dall’altro il disagio morale e civile di chi osserva il dolore inflitto agli animali. Il dibattito si sposta così sul senso stesso delle tradizioni: devono essere preservate a tutti i costi, o possono essere trasformate per adattarsi ai valori contemporanei?

Gli attivisti insistono sulla seconda via. Ritengono che la festa possa mantenere intatto il suo significato religioso e comunitario anche senza il ricorso ai buoi, ricorrendo a soluzioni alternative che salvaguardino sia il patrimonio immateriale sia la dignità degli animali.

L’appello conclusivo rivolto alla cittadinanza è dunque chiaro: nessuna tradizione può giustificare sofferenza e violenza. È il momento di scegliere da che parte stare, mettendo al centro empatia e buon senso. Perché una comunità che sa rinnovare i propri riti senza infliggere dolore non perde la propria identità, ma la rafforza.

Immagini: foto ricevute dalla redazione in allegato al comunicato stampa.

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Last modified: Settembre 25, 2025
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