Pozzuoli (giovedì, 18 settembre 2025) — La riapertura delle scuole ha riportato alla ribalta una questione che da mesi grava sulle comunità dell’area flegrea: l’isolamento causato dalla linea Cumana, interrotta e segnata da continui disservizi. Soppressioni improvvise, corse insufficienti e convogli sovraffollati hanno trasformato la quotidianità di studenti, lavoratori e famiglie in un percorso a ostacoli. Le strade, intasate dal traffico di chi è costretto a usare l’auto, non fanno che peggiorare il quadro generale.
di Nicola De Dominicis
A denunciare la gravità della situazione è l’avvocato Lelio Mancino, che ha raccolto decine di segnalazioni dai cittadini. «Siamo praticamente isolati», raccontano in molti, sottolineando come il problema non sia più solo un disagio, ma una violazione di diritti fondamentali. La Costituzione italiana, infatti, tutela la libertà di circolazione (art. 16), mentre il diritto alla mobilità è riconosciuto anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Venendo meno i trasporti pubblici, intere comunità restano escluse dalla vita sociale, culturale ed economica.
Le conseguenze sono tangibili: studenti che perdono ore di lezione, con rischio di assenze ingiustificate; lavoratori penalizzati da ritardi cronici e mancati guadagni; famiglie costrette a spese extra per spostarsi. A pagare il prezzo più alto sono le fasce sociali più fragili, prive di alternative al trasporto pubblico.
Secondo Mancino, i disservizi della Cumana integrano responsabilità precise dell’ente gestore e della Regione, configurando una violazione dei livelli essenziali delle prestazioni (art. 117 Cost.). Per questo ha predisposto una diffida formale indirizzata alla Regione Campania, con copia alla Prefettura e ai sindaci dei Comuni coinvolti. L’obiettivo è ottenere un piano straordinario che restituisca dignità alla mobil
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Last modified: Settembre 18, 2025

