Pozzuoli – A volte il cambiamento inizia in modo spontaneo e quasi improvviso partendo da una mobilitazione popolare. Deve essere questo il pensiero che ha indotto molti cittadini a riunirsi per trovare soluzioni, una volte per tutto, su un annoso problema di mobilitazione: la linea Cumana.
Così, sul lungomare Pertini, a Pozzuoli, si è tenuta una partecipata assemblea pubblica organizzata dai pendolari dei Campi Flegrei per denunciare i continui disagi legati al servizio della linea Cumana, il principale collegamento ferroviario tra le aree flegree e il centro di Napoli. Studenti, lavoratori e residenti si sono riuniti per chiedere all’EAV e alle istituzioni locali soluzioni concrete. Non si è trattato solo di uno sfogo, ma di un momento di ascolto e progettazione dal basso, volto a trasformare la frustrazione quotidiana in una proposta collettiva.
di Nicola De Dominicis
Non sono mancate le polemiche dopo le dichiarazioni del presidente EAV, Umberto De Gregorio, che aveva definito “imbecilli” i promotori della mobilitazione. Un attacco che, secondo i cittadini, rappresenta un tentativo di delegittimare la partecipazione civica anziché rispondere ai problemi del territorio.
La mobilitazione mette in luce un elemento spesso ignorato: il trasporto pubblico non è solo logistica, è inclusione sociale, è sostenibilità. Permette di raggiungere il lavoro, la scuola, i servizi essenziali; accorcia le distanze e combatte le disuguaglianze.
La richiesta dei pendolari è netta: ripristinare l’intera tratta Cumana e Circumflegrea, da Torregaveta a Montesanto, con il completamento del doppio binario per aumentare frequenza e puntualità dei treni.
Certo, la richiesta è drastica, e deve tener conto di un’infrastruttura vasta e su un territorio molto delicata, eppure la protesta stessa mette in luce non solo le debolezze del trasporto pubblico in tutta l’area dei Campi Flegrei, se ci fosse bisogno di ribadirlo ancora una volta, ma soprattutto come la stessa comunità, ormai stanca di vivere in un paese senza servizi e infrastrutture si stia sempre più mobilitando da sola, nel vuoto evidente delle istituzioni pubbliche, un vuoto che occorre colmare quanto prima, anzi subito.
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Last modified: Novembre 9, 2025

