Scritto da 5:06 pm Attualità, Pozzuoli, Top News

Cimitero di Pozzuoli: nuove messe in sicurezza dopo le scosse, ma restano criticità e incuria

Pozzuoli (mercoledì 10 settembre 2025) –– Dopo mesi di chiusure e limitazioni, al cimitero di Pozzuoli sono stati completati nuovi lavori di messa in sicurezza resisi necessari in seguito alla scossa di magnitudo 4.4 del 13 maggio. La Direzione IV del Comune ha comunicato che gli interventi hanno riguardato il blocco uffici e l’area nuova nelle zone identificate come X, V, U, T, S, R e Q, consentendo da ieri la riapertura parziale al pubblico. Restano però interdette le zone ancora transennate, dove i lavori non sono conclusi. Già a luglio era stata disposta la riapertura limitata alle aree completate, a conferma di una situazione gestita a tappe.

di Nicola De Dominicis

La vicenda del cimitero non può essere letta solo come un problema tecnico. Essa si inserisce in un contesto più ampio: la fragilità del territorio flegreo, costantemente segnata dal fenomeno del bradisismo e da scosse sismiche che ciclicamente riportano alla memoria la precarietà della vita quotidiana in quest’area. La terra che sale e scende, i tremori che scuotono le abitazioni e i luoghi pubblici, rendono evidente quanto la comunità sia costretta a convivere con un equilibrio instabile e sempre provvisorio.

In questo scenario, il cimitero di Pozzuoli assume un valore simbolico oltre che pratico: è il luogo della memoria collettiva, ma anche il riflesso della capacità (o incapacità) delle istituzioni di prendersi cura di spazi tanto delicati. Eppure, da anni, la cittadinanza denuncia lo stato di incuria in cui versa il camposanto: aree abbandonate, manutenzione insufficiente, strutture fatiscenti. Già più volte le associazioni e i singoli cittadini hanno manifestato preoccupazione per una situazione che non riguarda solo il decoro, ma la dignità di chi lì riposa e di chi visita i propri cari.

Gli interventi di questi mesi rappresentano senza dubbio un passo avanti, ma non bastano a dissipare le critiche. Il ritmo lento dei lavori, unito al susseguirsi delle chiusure, ha alimentato la percezione di una gestione frammentaria, che affronta le emergenze senza una visione strutturale di lungo periodo.

Il tema diventa allora duplice: da un lato la necessità di rispondere alle emergenze create dal rischio sismico e dal bradisismo, dall’altro l’urgenza di restituire alla comunità un cimitero sicuro, curato e rispettoso. Solo così si potrà trasformare un luogo di sofferenza e memoria in uno spazio che esprima davvero attenzione e responsabilità civile.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com

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Last modified: Settembre 10, 2025
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