Napoli (venerdì, 5 settembre 2025) –– Un team internazionale di scienziati ha portato avanti uno studio innovativo sui Campi Flegrei, un’area vulcanica tra le più delicate e sorvegliate al mondo, che interessa direttamente la periferia occidentale di Napoli e la città di Pozzuoli. I risultati, pubblicati sulla rivista Science, offrono una fotografia più chiara della fase di unrest che da anni caratterizza questa zona: una combinazione di terremoti, sollevamento del suolo ed emissioni gassose che tiene alta l’attenzione della comunità scientifica e della popolazione.
di Nicola De Dominicis
Il cuore dello studio è l’applicazione dell’intelligenza artificiale all’analisi dei dati sismici. I ricercatori della Doerr School of Sustainability di Stanford, dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV e dell’Università Federico II di Napoli hanno utilizzato algoritmi avanzati, addestrati sui cataloghi sismici raccolti dall’INGV dal 2000, per riconoscere eventi che in parte sfuggono ai metodi tradizionali. Grazie a questa tecnologia, è stato possibile individuare oltre 50.000 terremoti avvenuti tra il 2022 e la metà del 2025, costruendo così un catalogo sismico ad alta definizione.
Questo lavoro ha permesso di delineare con maggiore precisione la presenza di un sistema di faglie attive, responsabile della gran parte dei fenomeni registrati. Le analisi hanno evidenziato che quasi tutti gli eventi hanno un’origine tettonica, con profondità inferiori ai 4 km. È un dato cruciale, perché non emergono segnali sismici che indichino la risalita significativa di magma.
In altre parole, l’attività sismica osservata negli ultimi anni ai Campi Flegrei non sembrerebbe collegata a un’imminente eruzione, ma piuttosto al movimento e all’adattamento delle strutture tettoniche superficiali. Ciò non significa, ovviamente, che i rischi possano essere sottovalutati: l’area resta fragile, abitata da centinaia di migliaia di persone e soggetta a cambiamenti rapidi e complessi.
La combinazione tra monitoraggio tradizionale e strumenti di AI apre nuove prospettive per la prevenzione e la gestione del rischio. Avere un quadro più chiaro dei processi in corso permette infatti di pianificare risposte più tempestive, rafforzando la sicurezza del territorio.
Lo studio conferma così un messaggio importante: i Campi Flegrei continuano a vivere una fase delicata, ma la scienza dispone oggi di strumenti più raffinati per comprenderla e per comunicare con maggiore chiarezza alla popolazione cosa sta realmente accadendo sotto i loro piedi.
Last modified: Settembre 5, 2025

