Scritto da 11:35 am Cronaca, Pozzuoli, Top News

Campi Flegrei, controlli sugli edifici: paura, burocrazia e fondi bloccati. I cittadini senza risposte

Pozzuoli (sabato 6 settembre 2025) — Poche sono state le richieste presentate alla Protezione Civile per verificare la vulnerabilità sismica degli edifici privati tra Pozzuoli e Napoli. Un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare frutto di disinteresse, ma che in realtà rivela un problema ben più complesso: la paura, la mancanza di risorse economiche e una burocrazia che appare insormontabile.

di Nicola De Dominicis

Molti cittadini spiegano che il timore principale è quello di vedersi sgomberati senza soluzioni concrete: dove andare a vivere nell’immediato? Un albergo convenzionato per pochi mesi non può rappresentare una risposta duratura, e i contributi statali coprono solo in parte la sistemazione. Allo stesso tempo, la ristrutturazione e l’adeguamento sismico ricadono in gran parte sulle famiglie, costrette ad anticipare spese ingenti. I decreti speciali sui Campi Flegrei, pensati per sostenere questi interventi, si sono trasformati in un labirinto burocratico, e i tempi di erogazione dei fondi risultano incompatibili con l’urgenza delle opere.

C’è poi un aspetto sociale non trascurabile: la mancata coesione nei condomini, dove spesso non si riesce nemmeno a decidere su piccoli interventi, figuriamoci su lavori strutturali. Non sorprende allora che molti preferiscano rivolgersi a ingegneri privati per una valutazione indipendente, pur sapendo che non tutti possono permetterselo. La richiesta di un Sisma Bonus mirato, sul modello degli incentivi post-terremoto, resta inascoltata.

I cittadini sottolineano un’altra contraddizione: chi ha già messo mano ai lavori dopo le scosse del 2024 e di marzo 2025 non ha ancora ricevuto i rimborsi promessi. Questo genera diffidenza e blocca nuove richieste. “Se i fondi sono stati stanziati – si chiedono – perché non vengono erogati? Dove finiscono i soldi?”.

La percezione comune è che le istituzioni abbiano scaricato sulle famiglie la responsabilità della sicurezza. Eppure, in un territorio fragile come quello flegreo, la tutela non può dipendere da scelte individuali. Servirebbe un piano nazionale di monitoraggio obbligatorio, con risorse certe e procedure snelle, capace di dare risposte tempestive.

In definitiva, la scarsa adesione ai controlli non deriva da disinteresse, ma da un insieme di fattori che vanno dall’insicurezza abitativa immediata alla sfiducia nelle istituzioni. La vera domanda, quindi, non è perché i cittadini non chiedano verifiche, ma perché lo Stato non abbia ancora costruito un sistema che renda queste verifiche una garanzia e non un rischio.

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Tag: , , Last modified: Settembre 6, 2025
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