Pozzuoli (lunedì, 15 settembre 2025) –– Nei giorni scorsi ha suscitato attenzione uno studio sui Campi Flegrei, pubblicato sulla rivista scientifica Solid Earth con il titolo “Time changes during the last 40 years in the Solfatara magmatic–hydrothermal system (Campi Flegrei, Italy): new conceptual model and future scenarios”. La ricerca propone nuovi modelli interpretativi sul sistema magmatico-idrotermale della Solfatara, ma ha anche generato la pronta reazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
di Nicola De Dominicis
Come già riportato nei nostri precedenti articoli, la vicenda è stata seguita con attenzione dal giornale e vogliamo ora fornire ai nostri lettori gli ultimi aggiornamenti. L’INGV ha chiarito che allo studio in questione non hanno partecipato ricercatori dell’ente e che le affiliazioni citate non equivalgono a un coinvolgimento istituzionale. Le interpretazioni e i modelli presentati, quindi, esprimono unicamente la posizione degli autori e non coincidono con quella ufficiale dell’INGV.
Si tratta di una puntualizzazione significativa, perché da decenni l’istituto svolge un’attività costante di sorveglianza e monitoraggio nell’area dei Campi Flegrei, uno dei contesti vulcanologici più complessi al mondo. I dati vengono raccolti, validati e condivisi con la comunità scientifica internazionale, garantendo un approccio fondato su evidenze solide e metodologie riconosciute.
Il rischio, quando circolano pubblicazioni non coordinate a livello istituzionale, è quello di alimentare confusione nell’opinione pubblica o disorientamento nelle autorità locali. In un territorio densamente popolato come quello flegreo, la comunicazione scientifica deve essere particolarmente chiara, responsabile e coerente. L’INGV insiste quindi sulla necessità di garantire informazioni validate e trasparenti, così da evitare sia allarmismi ingiustificati sia pericolose sottovalutazioni.
Questa vicenda evidenzia la delicatezza del rapporto tra scienza, istituzioni e cittadini: la ricerca scientifica ha bisogno di pluralità di approcci, ma quando in gioco ci sono rischi concreti legati a un’area vulcanica attiva, l’informazione deve restare unitaria, autorevole e istituzionalmente condivisa.
Il messaggio finale dell’INGV è netto: i Campi Flegrei continuano a essere monitorati senza sosta, con tecniche validate a livello internazionale, e ogni comunicazione ufficiale risponderà sempre ai principi di correttezza, precisione e trasparenza, a tutela della sicurezza collettiva e della fiducia dei cittadini.
Immagine: Logo ufficiale Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Last modified: Settembre 15, 2025

