Pozzuoli – Nel cuore del centro storico di Pozzuoli, i commercianti stanno vivendo giornate di crescente frustrazione. Gli ultimi tre blackout consecutivi, verificatisi nell’arco di appena tre giorni, hanno trasformato la quotidianità in un percorso a ostacoli, compromettendo l’attività economica e accendendo un malcontento che ormai straripa anche sui social. Lo sfogo più emblematico è quello di Valeria Vanacore, titolare della storica enoformaggeria Polyphemos, che in un lungo e amaro messaggio denuncia non solo i danni economici dei continui guasti, ma anche il senso di abbandono che, a suo dire, caratterizza il centro cittadino. La rottura di attrezzature, come frigoriferi e celle, è solo l’ultimo elemento di un disagio più ampio, che include strade deserte, incuria urbana, cantieri infiniti e l’isolamento dovuto ai problemi della Cumana.
di Nicola De Dominicis
Al centro delle polemiche c’è la spiegazione fornita dal sindaco Gigi Manzoni, secondo cui le interruzioni elettriche deriverebbero da una manomissione di un quadro elettrico nella zona della Darsena. Una circostanza che, se confermata, aggiungerebbe un ulteriore elemento di preoccupazione a una situazione già tesa. I commercianti, però, chiedono risposte più rapide e concrete. Avvertono di aver raggiunto un limite: tra calo della clientela, investimenti resi inutili dai guasti, spese di manutenzione impreviste e un clima urbano percepito come ostile, la sopravvivenza delle attività appare sempre più complessa.
Il problema, infatti, non riguarda un solo episodio, ma un contesto più ampio: un centro storico paralizzato, dove l’energia elettrica non è l’unico servizio percepito come instabile. In molti lamentano l’assenza di una strategia coordinata di rilancio, sottolineando come la città, già provata dai problemi infrastrutturali, non possa permettersi ulteriori scosse a un tessuto commerciale fragile.
I blackout diventano così il simbolo di un disagio più profondo: la distanza tra chi vive il territorio ogni giorno e una gestione pubblica vissuta come lenta, poco comunicativa o incapace di prevenire criticità. Per i commercianti, la questione non è solo tecnica, ma strutturale: serve un piano di sicurezza della rete elettrica, interventi mirati e un dialogo costante. Per ora, resta soprattutto la rabbia per ciò che appare come l’ennesima prova di resistenza per il commercio locale.
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Last modified: Novembre 25, 2025

