Bacoli, Pozzuoli (martedì, 23 settembre 2025) – La scena è ormai quotidiana: studenti che corrono verso la fermata del bus con la speranza, non di trovare un posto a sedere, ma di riuscire semplicemente a salire. Gli autobus arrivano già con la scritta “Bus Pieno”, e quando lo spazio non c’è, gli autisti sono costretti a rifiutare ulteriori passeggeri. Una madre racconta di aver pagato l’abbonamento annuale per la figlia, senza però che la ragazza riesca a usufruirne: ogni mattina è costretta ad accompagnarla a scuola a Bagnoli in auto, tra proteste e rassegnazione.
di Nicola De Dominicis
Il problema si trascina dall’inizio dell’anno scolastico e riguarda soprattutto il centro di Bacoli. In poche settimane, con l’avvio delle lezioni, la situazione è diventata insostenibile. Gli autobus sono saturi già dalle prime fermate, costringendo decine di ragazzi a rimanere a terra o a inventarsi soluzioni di fortuna. La corsa per salire è diventata parte integrante della loro routine, un rituale che mette in luce tutta la fragilità del sistema di trasporto locale.
Il quadro si aggrava se si considera che questi disagi arrivano subito dopo il caos legato alla linea Cumana, anch’essa segnata da stop e riduzioni di corse. La somma dei due fattori ha reso l’intera area flegrea un luogo dove muoversi è diventata un’impresa. La testimonianza degli stessi autisti Eav conferma ciò che i cittadini vivono: il numero dei mezzi non è stato rafforzato per rispondere all’aumento della domanda, specialmente nelle fasce orarie scolastiche.
A ben vedere, non è solo una questione di puntualità o di comodità. Si tratta di un diritto negato: studenti e famiglie pagano un servizio che nei fatti non viene garantito. E questo incide direttamente sulla qualità della vita, sul tempo sottratto allo studio e sullo stress di intere famiglie che devono riorganizzare le proprie giornate.
La vicenda di Bacoli è emblematica di come l’inefficienza dei trasporti pubblici finisca per pesare soprattutto sui più giovani, costretti a vivere ogni giorno l’incertezza di un viaggio. Senza un potenziamento serio della flotta e una programmazione che tenga conto dei picchi di utenza, i bus continueranno a essere l’immagine di un sistema che promette servizi ma consegna disagi. Una contraddizione che, a inizio anno scolastico, appare ancora più evidente e che richiede risposte urgenti dalle istituzioni.
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Last modified: Settembre 23, 2025

