Scritto da 7:57 pm Pozzuoli, Cronaca, Top News

Scuole chiuse una settimana per le elezioni: proteste a Pozzuoli

Pozzuoli (giovedì, 27 novembre 2025) — In questi giorni in città si è acceso un dibattito significativo attorno alla recente ordinanza di chiusura delle scuole per un’intera settimana, in occasione delle elezioni regionali. Una scelta che molti genitori giudicano sproporzionata e difficile da comprendere, soprattutto se confrontata con quanto accaduto in altri comuni, dove si è cercato di limitare al minimo la sospensione delle attività didattiche. A Pozzuoli, al contrario, si è optato per una chiusura totale dal 20 al 26 novembre, con cinque giorni di lezione effettivamente persi, lasciando disorientate le famiglie che, già provate da continue interruzioni dovute al bradisismo, si aspettavano maggiore attenzione verso la continuità formativa dei propri figli.

di Nicola De Dominicis

Il nodo centrale della critica riguarda la mancanza di una motivazione realmente convincente per giustificare una sospensione così estesa. L’operazione di allestimento dei seggi, spiegano i genitori, non richiede un arco temporale così ampio: predisporre gli spazi per una votazione con una sola scheda non sembra giustificare tre giorni preliminari, così come le procedure di spoglio e pulizia non sembrerebbero richiedere la prolungata chiusura calendarizzata. In altri territori, infatti, ci si è limitati alla chiusura del venerdì pomeriggio e del primo giorno utile post-elezioni, per un totale di due giorni e mezzo di perdita didattica, dimostrando che soluzioni meno impattanti erano possibili.

Questa decisione, secondo chi la contesta, evidenzia una superficialità organizzativa preoccupante: la scuola viene spesso definita “centrale” nel discorso politico, ma poi, nei momenti cruciali, risulta essere la prima a subire scelte che ne minano il ruolo. In un contesto complesso come quello puteolano, dove le scuole sono già messe alla prova dalle problematiche sismiche, ci si attendeva un approccio più responsabile e ponderato.

Il testo solleva anche la necessità di una maggiore trasparenza: se esistono ragioni specifiche che abbiano reso inevitabile una chiusura così lunga, l’amministrazione è chiamata a comunicarle apertamente alla cittadinanza. Senza spiegazioni chiare, l’ordinanza appare come l’ennesimo esempio di una gestione che non considera pienamente l’impatto sulle famiglie e sul diritto allo studio.

L’auspicio, conclude la lettera, è che questa vicenda diventi un punto di partenza per un confronto serio e costruttivo, capace di portare a decisioni più equilibrate e realmente rispettose delle esigenze educative e sociali della comunità.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com.

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Last modified: Novembre 27, 2025
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