Pozzuoli (martedì 30 settembre 2025) –– Dall’abbandono alla prospettiva di rinascita: l’ex Convitto delle Monachelle si prepara a cambiare volto grazie a un progetto di riqualificazione urbana presentato dal Comune al FAI nell’ambito del bando nazionale “I Luoghi del Cuore” 2025. Un intervento che non riguarda solo la valorizzazione architettonica, ma che punta a restituire alla comunità uno spazio aperto, inclusivo e multifunzionale.
di Nicola De Dominicis
Il piano, che ha già ottenuto il contributo massimo previsto dal bando, prevede la creazione di un teatro all’aperto, con panchine monolitiche disposte a semicerchio per favorire incontri e momenti culturali. Accanto a questo, nascerà un campo da beach volley, pensato per coinvolgere soprattutto i più giovani, e verranno installati nuovi arredi urbani. Tra le opere più significative spicca la realizzazione di una passerella per l’accesso al mare delle persone con disabilità, un segnale forte di attenzione verso l’inclusione.
Non si tratta, però, di un progetto calato dall’alto. Alla sua base c’è un percorso di partecipazione civica che ha visto in prima linea diverse associazioni locali, tra cui Altro Modo Flegreo, Percorsi Cumani e il Comitato ex Convitto Monachelle. Proprio grazie alla loro mobilitazione, la proposta ha raccolto 7.711 voti nel censimento nazionale del FAI 2024/2025, un risultato che ha permesso di ottenere i 25mila euro destinati al finanziamento.
Con la delibera comunale già dichiarata esecutiva, ora si apre la fase più delicata: l’iter autorizzativo che dovrà passare per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, l’Agenzia delle Dogane e l’Ufficio Marittimo di Pozzuoli. Solo dopo questi passaggi si potrà dare avvio ai lavori, previsti nei prossimi mesi. Il cronoprogramma stabilisce il completamento della riqualificazione entro il 2026, restituendo così alla città un luogo simbolo finalmente rigenerato.
L’ex Convitto Monachelle, da anni al centro di dibattiti e contrapposizioni, diventa oggi un banco di prova importante per capire come collaborazione tra istituzioni e cittadinanza attiva possa tradursi in azioni concrete. Il progetto non è solo recupero di uno spazio, ma rappresenta un modo diverso di pensare la città: più inclusiva, partecipata e attenta al valore sociale degli spazi pubblici.
Immagine libera di repertorio da Pixabay.com
Last modified: Settembre 30, 2025

