Pozzuoli – La scena che si è presentata ieri sulla tangenziale di Pozzuoli ha generato incredulità e indignazione: una donna, apparentemente senza fissa dimora, camminava sola sotto la pioggia lungo il guardrail della carreggiata, mentre intorno a lei si formava una fila di auto bloccate, incapaci — o non intenzionate — a intervenire. La vicenda, avvenuta nei pressi dell’uscita di Monterusciello in direzione Lago Patria, mette in luce un tema che va oltre il singolo episodio: la fragilità delle persone ai margini e la difficoltà, da parte della comunità, di reagire in situazioni percepite come rischiose.
di Nicola De Dominicis
A soccorrere la donna è stato Marco Fabricino, addetto alla sicurezza del Parco Azzurro, che in quel momento viaggiava con la moglie e la figlia. Fabricino racconta di aver notato inizialmente la coda di auto e di aver pensato a un incidente, per poi realizzare che il problema era la donna che camminava sotto il temporale. La moglie è rimasta in auto per segnalare la situazione agli altri veicoli, aiutata da un conducente di un furgone che ha intuito il rischio e ha contribuito a mettere tutti in sicurezza.
Ciò che colpisce non è solo la pericolosità dell’episodio, ma anche il contesto in cui si è verificato: nessuno, fino all’arrivo di Fabricino, aveva accennato a un intervento, nonostante l’evidente necessità di assistenza. L’uomo ha poi accompagnato la donna fino all’uscita pedonale, dove un altro automobilista ha proseguito con il supporto.
A rendere ancora più complessa la situazione è stata la totale assenza di risposta da parte delle forze dell’ordine: come racconta Fabricino, le chiamate a polizia, carabinieri e vigili del fuoco non hanno ottenuto risposta. Una circostanza che solleva interrogativi sulla capacità di gestione delle emergenze leggere, ma potenzialmente pericolose, e che alimenta la percezione di abbandono da parte dei cittadini.
La donna avrebbe percorso diversi chilometri sotto la pioggia, un tragitto estremamente rischioso che evidenzia la necessità di una rete di intervento più pronta e di una maggiore attenzione verso chi vive condizioni di vulnerabilità estrema. Oltre allo shock, rimane un messaggio: la fragilità umana richiede risposte immediate, non silenzi.
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Last modified: Novembre 25, 2025

