Pozzuoli – La chiusura improvvisa della chiesa di San Raffaele Arcangelo, in via Marconi, ha scosso la comunità puteolana. Non si tratta di un intervento ordinario o di una manutenzione programmata, ma della conseguenza diretta di gravi criticità strutturali. Un sopralluogo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli, datato 3 novembre 2025, ha evidenziato un quadro fessurativo diffuso sulle volte e in corrispondenza delle monofore, sintomo di potenziale rischio di crolli. Per questo il sindaco Gigi Manzoni ha disposto l’interdizione totale del luogo sacro, vietando l’accesso a chiunque fino a nuova comunicazione.
di Nicola De Dominicis
Le crepe non sono semplici imperfezioni: raccontano una fragilità profonda, forse legata al terreno, al tempo e alle vibrazioni tipiche di un’area come Pozzuoli, storicamente soggetta al fenomeno del bradisismo. Una struttura religiosa, soprattutto se storica, non può essere gestita con interventi provvisori: serve un’analisi tecnica accurata e interventi mirati alla messa in sicurezza.
In questo contesto, è bene ricordare la storia e il valore artistico della chiesa. Costruita nella seconda metà del 1700, è un piccolo gioiello dell’architettura barocca puteolana. La facciata, con alternanza di rosso, ocra e grigio, è un’onda di cornicioni e lesene che culmina nel portale in piperno e in una nicchia dedicata all’arcangelo protettore. Là domina la figura di San Raffaele, guida dei viaggiatori, con l’iscrizione “Raphaeli viatorum duci” – “A Raffaele, guida dei viandanti”.
All’interno la chiesa custodisce opere di Giacinto Diano, talentuoso allievo di Francesco De Mura, tra i protagonisti del Rococò napoletano. Non è un edificio qualunque: lo storico dell’arte Raffaello Causa la definì “uno scrigno del più raro rocaille napoletano”. Restaurata dopo anni di incuria e danneggiamenti dovuti al bradisismo, era tornata ad essere un luogo di bellezza, silenzio e devozione.
Ora tutto è sospeso. L’ordinanza stabilisce che la chiesa resterà chiusa fino al ripristino della stabilità, con obbligo per il parroco di garantire l’inaccessibilità e avviare verifiche e lavori urgenti. La comunità attende: perdere questo luogo, anche solo temporaneamente, significa perdere un pezzo della propria identità. Pozzuoli sa cosa significa convivere con un territorio vivo e imprevedibile; per questo, la sicurezza è oggi la priorità assoluta, con la speranza di rivedere presto riaperto questo patrimonio storico e spirituale.
Immagine di Pozzuoli libera e di repertorio da Pixabay.com.
Last modified: Novembre 7, 2025

