Lecce – La scelta di ospitare la 26ª edizione del Napoli Film Festival e la 21ª edizione di Schermo Napoli all’interno del TEDéR – Teatro del Rimedio rappresenta molto più di un semplice cambio di sede. È il segnale di una trasformazione culturale che tocca da vicino il centro della città, restituendo vita e nuove funzioni a una chiesa sconsacrata di via Flavio Gioia. Uno spazio già noto per le sue proposte teatrali e musicali, diretto da Veronica Mazza, che da quest’anno accoglie ufficialmente anche il mondo del cinema, ampliando così il raggio d’azione dell’Associazione Commedia Futura.
di Nicola De Dominicis
La direzione artistica del settore cinematografico è stata affidata a Mario Violini, figura storica del festival, che ha deciso di unificare le due manifestazioni nella stessa sede per l’edizione 2025. Una scelta che ha un significato simbolico e operativo: da un lato permette di far conoscere al pubblico uno spazio culturale nuovo e indipendente; dall’altro segna l’inizio di una vera programmazione cinematografica, che includerà rassegne, anteprime e la nascita di un cineclub stabile. L’obiettivo è chiaro: dare continuità al rapporto tra città e cinema, trasformando il TEDéR in un punto di riferimento per cinefili e addetti ai lavori.
Il programma del festival punterà su film internazionali, opere inedite per Napoli e incontri con gli autori, mentre Schermo Napoli ribadirà la sua vocazione: valorizzare i talenti del territorio, ospitando cortometraggi, documentari e lungometraggi realizzati da registi campani o girati sul territorio regionale. Una doppia anima che riflette la volontà di unire la dimensione globale del cinema alla ricchezza della produzione locale.
Violini, nel raccontare le motivazioni del suo impegno, sottolinea la forte connessione personale con il luogo e con Veronica Mazza. Descrive il progetto come una sorta di ritorno alle origini, a quando muoveva i primi passi al Centro Culturale Giovanile, contribuendo a portare a Napoli il cinema di Wim Wenders, Rainer Fassbinder e sostenendo i primi lavori di registi destinati a segnare la storia contemporanea, come Paolo Sorrentino. Dopo aver attraversato il mondo dei multiplex e dell’industria cinematografica, oggi sceglie uno spazio «alternativo, libero e indipendente», lontano dalle logiche di mercato.
Il TEDéR si propone così come una nuova realtà culturale capace di sorprendere, non solo per l’offerta teatrale o musicale, ma anche per l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il cinema d’autore e la sperimentazione. Un luogo che, pur recuperando un’anima antica, guarda al futuro con una prospettiva innovativa, aperta e profondamente radicata nella vita culturale di Napoli.
Immagine: locandina dell’evento.
Last modified: Novembre 13, 2025

