Pozzuoli (domenica, 13 luglio 2025) — C’è qualcosa di profondamente poetico – e infinitamente politico – nell’idea di un’altalena che non esclude nessuno. Che non chiede il permesso a un corpo conforme. Che non chiede niente, se non il desiderio di dondolare un po’, di sorridere senza paura, di esserci. Un parco per tutti, dicono. Ma stavolta sul serio.
di Valeria Russo
La chiamano “area inclusiva”, ma in realtà è molto più che un’area: è una scelta. Le giostre – spiega con un certo orgoglio Mariasole La Rana, assessora alle Politiche Sociali – saranno utilizzabili da tutti i bambini, “indipendentemente dalle abilità”. Un modo elegante per dire: qui non ci saranno recinti, separazioni, né quelle macchine colorate che sembrano dire «questo è per te, ma tu no». No, qui no.
Il progetto ha richiesto anni di tenacia, fondi pubblici (260mila euro messi dal Comune) e una quantità indicibile di pazienza. Ma si è arrivati quasi in fondo: l’inaugurazione è prevista per il 10 settembre. Mancano solo cinquanta mila euro – spiega Florinda Tegazzini del Comitato “Parco Senza Frontiere” – ma a questo punto, dopo sei anni di lavoro, sarebbe un peccato non trovarli.
La loro battaglia – silenziosa, come tutte le battaglie più necessarie – è iniziata con una domanda semplice: perché i giochi devono essere esclusivi? E da lì sono partiti. Hanno raccolto 35mila euro in una comunità che evidentemente non ha dimenticato come si fa a prendersi cura di chi ha meno voce. E ora mancano solo gli ultimi gradini.
Ci saranno scivoli con rampe accessibili, teleferiche con imbracature, percorsi sensoriali per bambini ciechi, giochi con cesti e loges per muoversi in autonomia. Giochi che sono giochi, non strumenti per ricordare chi sei o cosa ti manca.
Un giorno – e quel giorno sembra vicino – in quel parco nessun bambino sarà “speciale”. Saranno tutti semplicemente bambini. E giocare sarà, come dovrebbe sempre essere, un diritto elementare. Come l’aria. Come la dignità.
Last modified: Luglio 13, 2025

