Pozzuoli – Dopo settimane di confronti tecnici e aggiornamenti sullo stato dei lavori della linea Cumana, arriva finalmente una prospettiva più chiara: la galleria Monte Olibano, danneggiata dal bradisismo, dovrebbe riaprire nel febbraio 2026. La conferma arriva da EAV, l’ente ferroviario regionale, al termine di un nuovo incontro con le imprese responsabili del cantiere. La galleria, una delle infrastrutture più delicate dei Campi Flegrei, ha richiesto tempi di preparazione più lunghi rispetto al previsto: era necessario monitorare l’area, elaborare un progetto di ripristino e avviare i lavori in sicurezza nonostante i continui micro-eventi sismici.
L’intervento procede, ma non senza ostacoli: si lavora solo durante le interruzioni notturne, perché la linea resta elettrificata nelle ore di esercizio.
di Nicola De Dominicis
Per accelerare, EAV ha ordinato un cavo da 500 metri in media tensione che permetterà di raddoppiare i turni e operare su due cantieri contemporaneamente. Una scelta tecnica necessaria per evitare la disalimentazione della linea fino a Torregaveta. Le imprese coinvolte, SITE e CIFER, hanno confermato la volontà di rispettare la scadenza, pur consapevoli della complessità dell’intervento.
La situazione resta delicata anche dal punto di vista del servizio ferroviario: sulla tratta Torregaveta–Gerolomini si può circolare solo con un convoglio alla volta, in modalità “a spola”. Ciò significa che le corse si riducono a una ogni 45 minuti, un limite imposto dalle norme di sicurezza. Per gli utenti è un disservizio importante, ma è l’unica soluzione possibile al momento.
Un’altra opera attesa da anni è la riattivazione della tratta Licola–Torregaveta della Circumflegrea, ferma da oltre 15 anni. Qui i lavori continuano su linea aerea e armamento, con conclusione prevista entro gennaio 2026. Restano però da risolvere criticità decisive, come gli otto passaggi a livello e il sistema di segnalamento ferroviario.
Infine, il nodo più simbolico per la città: la nuova stazione di Pozzuoli in via Fasano. Nonostante la struttura sia quasi terminata, l’apertura è bloccata. EAV parla chiaramente di ritardi dovuti alle imprese, una delle quali è in procedura concorsuale. Il risultato? Milioni di euro di danni economici e nessun supporto finanziario dagli enti.
EAV ribadisce che sta andando avanti “per senso di responsabilità”, pur comprendendo le proteste degli utenti. Infrastrutture fragili, procedure complesse e continui eventi sismici rendono ogni passo più lento del previsto, ma la direzione è tracciata.
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Last modified: Novembre 11, 2025

