Scritto da 1:19 pm Pozzuoli, Cultura, Top News

Castello Aragonese di Baia: aperte al pubblico le antiche prigioni

Pozzuoli (mercoledì, 1 ottobre 2025) — Il Castello Aragonese di Baia apre al pubblico uno dei suoi spazi più enigmatici e meno conosciuti: le antiche prigioni. A partire dal 5 ottobre e per tutte le prime domeniche d’autunno, i visitatori potranno scoprire questo luogo carico di memoria storica, un tempo riservato a chi aveva sfidato il potere o vissuto ai margini della legalità.

di Nicola De Dominicis

Questi ambienti, oggi accessibili attraverso visite guidate, raccontano secoli di storie. Già dal XVII secolo vi furono rinchiusi rivoltosi seguaci di Tommaso Campanella, ladroni e pirati, figure che restituiscono un’immagine del castello come presidio di controllo e deterrente politico. Ma è durante la Seconda Guerra Mondiale che le prigioni hanno assunto un ruolo ancora più drammatico, ospitando gerarchi fascisti e ufficiali nazisti. A distanza di decenni, le pareti continuano a custodire tracce indelebili: graffiti che raffigurano velieri, vegetazione lussureggiante e scritte inneggianti al Duce, segni di vite sospese in uno spazio di attesa e di reclusione.

Visitare oggi queste celle significa non solo avvicinarsi a una pagina dimenticata di storia locale, ma anche confrontarsi con il contrasto tra l’austerità dei muri interni e la bellezza mozzafiato del paesaggio flegreo che si apre all’esterno. Il Castello Aragonese, affacciato sul golfo, diventa così un punto di incontro fra memoria e bellezza, tra testimonianze dure e suggestioni estetiche.

Le visite, organizzate con finalità didattiche, sono programmate in quattro turni (10.30, 11.45, 12.45 e 13.30) e hanno un costo accessibile di 7 euro, con prenotazione tramite la piattaforma Coopculture. Si tratta di un’opportunità rara, che permette al pubblico di entrare in spazi normalmente chiusi, restituendo voce a luoghi che hanno visto passare rivoluzioni mancate, banditi, ideologie e guerre.

L’apertura delle prigioni non è solo un’iniziativa turistica: rappresenta un invito a riscoprire il valore storico e simbolico di un patrimonio che va oltre la bellezza architettonica. È un’occasione per riflettere sul rapporto tra il potere e chi lo ha sfidato, tra la prigionia e il desiderio di libertà, tra il passato e il presente di una città che continua a confrontarsi con le sue eredità.

Così, ogni prima domenica d’autunno, il Castello di Baia si trasforma in un luogo di memoria viva, dove le ombre della storia dialogano con la luce del mare.

Immagine del Castello aragonese di Baia da Google Immagini Licenze Creative Commons

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Last modified: Ottobre 1, 2025
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