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Addio a Pippo Baudo, amato maestro della nostra tv

Italia (domenica, 17 agosto 2025) –– È difficile immaginare la televisione italiana senza la presenza di Pippo Baudo, volto simbolo di decenni di spettacoli e varietà. La sua voce, il suo sorriso, il suo modo unico di stare sul palco hanno accompagnato intere generazioni. Oggi l’Italia piange la sua scomparsa: il conduttore si è spento serenamente all’età di 89 anni al Campus Biomedico di Roma, circondato dall’affetto dei suoi cari. La notizia, trapelata da fonti vicine alla famiglia, è stata confermata dal suo storico legale e amico, Giorgio Assumma. L’ultima volta che Baudo era apparso in pubblico risale alla festa per i 90 anni di Pierfrancesco Pingitore: in sedia a rotelle, ma sorridente, circondato da colleghi e amici di una vita.

di Nicola De Dominicis

Nato a Militello in Val di Catania nel 1936, Pippo Baudo aveva iniziato da giovane a coltivare una passione che lo avrebbe portato lontano dal suo percorso di laureato in giurisprudenza. Roma divenne la città del suo sogno televisivo e lì riuscì a conquistare il cuore degli italiani. Il suo debutto risale agli anni Sessanta con “Settevoci”, ma la consacrazione arrivò poco dopo con “Canzonissima”. Da allora fu un susseguirsi di trionfi: “Domenica in”, “Fantastico”, “Serata d’onore”, e naturalmente il Festival di Sanremo, che condusse ben tredici volte, lasciando un’impronta indelebile nella storia della kermesse.

Ma Baudo non fu solo un grande presentatore: fu un vero talento rarissimo come talent scout. Negli anni lanciò o rilanciò artisti destinati a diventare icone della musica e dello spettacolo italiano. Tra i nomi più celebri che devono una parte del loro successo alle sue intuizioni figurano Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Al Bano, Eros Ramazzotti, Beppe Grillo, Barbara D’Urso, Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Irene Grandi, Michelle Hunziker, Fabrizio Moro, Anna Tatangelo e Bianca Guaccero . Già all’inizio, nel format “Settevoci”, contribuì al lancio di Albano, Massimo Ranieri, Nicola Di Bari e Orietta Berti. E ancora, nel programma “Gran Premio” del 1990, offrì spazio a giovani artisti emergenti come i Tazenda, il comico Francesco Scimemi, la coreografa Chiara Ajkun, il gruppo vincitore dei Jalisse, Aldo Baglio e Giovanni Storti, Paolo Vallesi, Bungaro e altri

Negli anni successivi non smise mai di reinventarsi: tornò a “Domenica in”, portò in onda “Novecento”, “Il Castello”, “Il viaggio” e tanti altri programmi che hanno segnato la programmazione Rai. Nel 2018 raccontò la sua vita e la sua carriera nel libro Ecco a voi. Una storia italiana, scritto con Paolo Conti. Tre anni dopo arrivò l’onorificenza più alta: Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Con la sua scomparsa, se ne va non solo un grande conduttore, ma anche un pezzo della memoria collettiva del nostro Paese. Un uomo che ha fatto della televisione un’arte – e ha dato voce a intere generazioni di artisti – resterà per sempre nel cuore del pubblico.

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Tag: , Last modified: Agosto 18, 2025
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