Italia (giovedì, 4 settembre 2025) –– La notizia è arrivata improvvisa, anche se Giorgio Armani aveva ormai 91 anni. Il “re della moda” se n’è andato circondato dall’affetto della sua famiglia e di Leo Dell’Orco, il compagno che gli è stato accanto negli ultimi vent’anni. Un addio che scuote profondamente il mondo della moda e non solo, perché Armani era molto più di uno stilista: era una vera icona di eleganza senza tempo capace di trasformare il concetto stesso di abito in linguaggio universale.
di Nicola De Dominicis
Fino all’ultimo non aveva smesso di lavorare. Pochi giorni fa aveva voluto controllare personalmente la collezione celebrativa dei 50 anni della sua maison, pronta a sfilare alla prossima fashion week. E solo di recente aveva acquistato “La Capannina”, lo storico locale di Forte dei Marmi che segnava per lui un ritorno sentimentale alle origini, agli anni Sessanta, quando conobbe Sergio Galeotti, compagno di vita e di lavoro. La sua esistenza, segnata da passione e disciplina, è stata un percorso continuo di creazione, senza pause né cedimenti.
Armani nacque a Piacenza nel 1934. Studiò medicina, attratto dallo studio dei corpi, ma scoprì presto la sua vera vocazione: vestire quei corpi con naturalezza e armonia.
Dalla Rinascente a Nino Cerruti, fino alla fondazione della Giorgio Armani nel 1975, il passo fu rapido. Con Galeotti accanto, diede vita a un’idea di moda rivoluzionaria: giacche destrutturate, pantaloni leggeri, linee essenziali. Una moda che parlava la lingua della vita reale, fatta di uffici, taxi, viaggi. Fu il cinema, con American Gigolò e Richard Gere, a consacrarlo definitivamente in tutto il mondo.
La sua parabola è stata costellata di successi: Emporio Armani, profumi, hotel, occhiali, arredi. Un impero costruito con la stessa coerenza con cui amava descrivere il proprio stile: elegante, sobrio, mai ridondante. Anche nei momenti più duri, come la perdita di Galeotti nel 1985, Armani ha reagito con lavoro e dedizione, diventando non solo stilista, ma imprenditore lucido e rigoroso.
La camera ardente sarà aperta il 6 e 7 settembre a Milano, nell’Armani/Teatro, mentre i funerali si terranno in forma privata. Così aveva deciso lui stesso, con quella riservatezza che lo ha sempre contraddistinto. Armani lascia un’eredità immensa, non soltanto fatta di abiti, ma di un modo di intendere lo stile come essenza della persona, discreta ma indimenticabile. Una lezione che resterà, come i suoi abiti: capace di non passare mai di moda.
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Tag: Addio, Giorgio Armani Last modified: Settembre 4, 2025

